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Ascensioni vie normali: Torre dei Sabbioni

 

Torre dei Sabbioni 2531 slm: la via d’arrampicata comune (Cesaletti da solo anno 1877), necessaria dotazione alpinistica. Ore 3 dal Rifugio.

DESCRIZIONE:” dal Rifugio San Marco a f.lla Grande. Da questa, aggirando interamente la Torre, lungo il gran piedistallo di ghiaie per debole traccia di sentiero che corre alto sulle stesse e poi per un gradone di roccia alla cengia inferiore della parete sud ovest; percorsala 15 mt, su per il sx di due cammini paralleli, stretto e verticale (masso ostruente – si sale all’esterno del masso o per un foro). Si arriva ad una terrazza ghiaiosa inclinata che risale fino alla cengia mediana. La si percorre a sx fino ad una serie di facili caminetti. Sopra a questa si piega a dx per un marcato camino (non difficile) si arriva ad un terrazzo roccioso dal quale ha inizio verso dx la stretta cengia superiore che in un tratto è a volta ( nel punto più stretto ed esposto 2 chiodi). La cengia della parete sud ovest, girando lo spigolo porta alla parte est. Si raggiunge un camino; al di la con facile arrampicata su alla piatta cima”. Difficoltà II grado con un passaggio di III.

(Guida Antonio Berti DOLOMITI ORIENTALI volume I parte 1°, pag. 382 Marmarole)

 

Vie castiglioni

Si sale un gradino di roccette fino ad una cengia (cengia inferiore) che si segue verso sinistra per una ventina di metri fin sotto un evidente camino con masso ostruente alla sommità (I e II poi facile). Si sale il camino fin sotto il masso (un chiodo sulla destra e un altro sulla sinistra del masso) superandolo sulla sinistra con passaggio non banale specie se umido e stando attenti agli sfasciumi che seguono il masso si sosta subito sulla destra (25 m, III e IV- con 2 chiodi discreti più tre in sosta). Si risale il pendio di sfasciumi e rocce soprastante fino ad una cengia con ometti (cengia mediana, anello di calata) che si segue verso sinistra per una quarantina di metri finchè un ometto indica di salire un caminetto di rocce gialle con un masso incastrato (chiodo sulla destra poco dopo l’inizio del caminetto) andando a sostare su due chiodi su una comoda piazzola poco sopra (30 m, II e III con un chiodo).

Verso destra si sviluppa una evidente cengia (cengia superiore) che si segue in esposizione e a tratti a carponi passando 4 vecchi chiodi ad anello e poi con un ultimo passaggio più stretto e problematico (in alcune relazioni valutato IV-, forse un po’ impropriamente) si giunge ad una sosta di calata (2 spit con catena) e ad un comodo terrazzino dove voltato l’angolo c’è uno spit di sosta (40 m esposti, 4 chiodi più lo spit in sosta). Si segue in versante E la cengia che continua esposta ma più comoda in leggera discesa per circa 70 m (non 30 come in alcune relazioni…) fino a dove termina su un terrazzino sotto un caminetto (vecchio chiodo ad anello circa a metà, sotto la volta della cengia, eventuale sosta da attrezzare). Si sale il caminetto fino ad un chiodo, poi a destra sostando su un masso (con cordone lungo o fettuccia, 30 m, II e III-, un chiodo). Poi velocemente per facili rocce sulla grande e piatta cima con libro.

Discesa:
Come per la salita. alla cima verso S un ometto indica una sosta di calata su 2 spit con catena. Se si usa una corda da 50 m bisogna calarsi fino al sottostante terrazzino (10 m) dove un’ulteriore sosta su spit e cordone con anello permette una calata fino al terrazzino a al termine della cengia superiore. Calata di 25 m dagli spit con catena in verticale fino alla cengia mediana (anello nuovo di calata). Calata di 25 m fino alla sosta su chiodi sopra in camino con masso incastrato. Calata di 20 m nel camino. Poi per cengia e le roccette finali al terrazzino d’attacco e per le ghiaie calpestate all’andata in Forcella Grande, al Rifugio San Marco.